Dalle demenze ai tumori cerebrali, fino alle malattie rare dell’infanzia. Un documento europeo ridefinisce le cure palliative: la dimensione spirituale diventa parte integrante dell’assistenza, anche in età pediatrica.
Oltre 170 mila bambini ogni anno necessitano di cure palliative pediatriche, ma l’accesso resta limitato e diseguale. Il progetto Hope4Kids, che coinvolge oltre 70 organizzazioni in 23 Paesi, intende garantire accesso equo per tutti
Dalla riqualificazione dell’ex centro RAI progettato da Giò Ponti prende forma un progetto unico in Lombardia: un hospice pediatrico che unisce cura, bellezza e quotidianità per accompagnare bambini e famiglie nei percorsi più complessi
Uno studio multicentrico randomizzato mostra che integrare questionari elettronici sui sintomi con interventi personalizzati di cure palliative può ridurre la sofferenza nei piccoli pazienti oncologici. I benefici sono promettenti, ma ancora non pienamente clinicamente rilevanti.
Dal nuovo piano strategico 2025-2030 ai progetti nei cinque continenti: il report annuale IAHPC fotografa un movimento in crescita che punta a garantire accesso universale alle cure palliative
Uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health stima che il 96% dei minori con grave sofferenza legata alla salute viva nei Paesi a basso e medio reddito.
Una revisione scientifica pubblicata analizza come – e quanto – le famiglie vengano supportate nei diversi sistemi di cure palliative. Il quadro che emerge è ricco di iniziative, ma ancora frammentato, con luci e ombre che interrogano il futuro di questo ambito assistenziale
Una recente analisi della letteratura scientifica racconta come pratiche integrative come massaggio, meditazione e aromaterapia stiano entrando nel dibattito scientifico internazionale come possibili strumenti di supporto al benessere di bambini e adolescenti con malattie gravi
Il modo in cui i professionisti sanitari parlano e documentano l’esperienza dei bambini gravemente malati non è un dettaglio secondario: può influenzare la qualità della cura, la percezione da parte delle famiglie e persino il rispetto dell’identità del bambino