
Dal nuovo piano strategico 2025-2030 ai progetti nei cinque continenti: il report annuale IAHPC fotografa un movimento in crescita che punta a garantire accesso universale alle cure palliative.
Un articolo di Ruggiero Corcella
Un mondo libero dalla sofferenza grave
Milioni di persone nel mondo convivono con dolori e sintomi che potrebbero essere alleviati con terapie appropriate. È da questa consapevolezza che parte l’azione della International Association for Hospice & Palliative Care (IAHPC), organizzazione non profit con sede a Houston che riunisce professionisti, associazioni e istituzioni impegnate nello sviluppo delle cure palliative a livello globale.
Fondata con l’intento di promuovere l’accesso equo alle cure per chi soffre di malattie gravi, IAHPC opera come rete internazionale di advocacy, formazione e ricerca, collaborando con governi, università e agenzie delle Nazioni Unite. Nel suo Annual Report 2025, l’associazione rilancia una visione ambiziosa: «Un mondo libero dalla sofferenza grave legata alla salute».
Il piano 2025-2030: quattro pilastri
Il 2025 ha segnato l’avvio di un nuovo piano strategico quinquennale, frutto di un processo partecipato durato un anno. IAHPC concentra la propria azione su quattro aree: advocacy, educazione, ricerca e comunicazione.
Il minimo comun denominatore resta quello di accelerare l’accesso alle cure palliative, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Non solo dichiarazioni di principio, ma strumenti concreti per integrare le cure palliative nei sistemi sanitari nazionali, formare operatori competenti e diffondere dati solidi per orientare le politiche pubbliche.
Advocacy: la voce nelle sedi internazionali
Nel 2025 l’associazione ha rafforzato la propria presenza nei consessi delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità, portando il tema dell’accesso equo ai farmaci essenziali – inclusi gli oppioidi per il controllo del dolore – al centro del dibattito.
Attraverso il programma «LEAD», sono stati finanziati progetti in sette Paesi, dal Ghana alle Filippine, per integrare pacchetti essenziali di cure palliative nei servizi sanitari di base. Un lavoro silenzioso ma cruciale, che punta a trasformare linee guida e raccomandazioni in diritti esigibili.
Formazione globale, dalla teoria alla pratica
La formazione è l’altro grande motore del cambiamento. Oltre 300 professionisti di 102 Paesi hanno seguito il corso «Palliative Care Basics», realizzato con l’End-of-Life Nursing Education Consortium.
Il programma di borse di studio ha sostenuto 12 associazioni nazionali, permettendo a cento operatori di partecipare a congressi e workshop. A questo si aggiungono strumenti innovativi come «Pallipedia», il dizionario online gratuito, e «Pallimedicines», un’app che offre indicazioni pratiche sull’uso dei farmaci essenziali.
Ricerca e dati per orientare le politiche
Tra i risultati più rilevanti figura la definizione, attraverso uno studio Delphi internazionale, dei «pacchetti essenziali ed espansi» di cure palliative per adulti e bambini. Si tratta di una sorta di una «lista minima» di farmaci, dispositivi e competenze che ogni sistema sanitario dovrebbe garantire.
Nel 2025 è stato pubblicato anche un Manuale sull’uso dei farmaci essenziali, pensato per gli operatori delle cure primarie. Linee guida che consolidano un consenso scientifico globale e offrono indicazioni su dosaggi e sicurezza.
Una comunità in crescita, tra numeri e sostenibilità
Alla fine del 2025 IAHPC contava 1.390 membri in 152 Paesi. Un segnale di espansione, anche se resta la sfida di coinvolgere maggiormente i Paesi a basso reddito.
Sul piano finanziario, l’organizzazione ha registrato entrate per 474 mila dollari e un avanzo operativo positivo, nonostante una perdita contabile legata a investimenti di lungo periodo. La scelta di non accettare fondi dall’industria farmaceutica resta un caposaldo, a tutela dell’indipendenza.
Dietro i numeri, però, restano le storie: quella di un bambino che si abitua alla ventilazione grazie a un gioco, o di un paziente che trova pace ascoltando la sua musica preferita. Piccoli gesti che raccontano il senso profondo delle cure palliative: non arrendersi alla sofferenza, quando può essere alleviata.


