La fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 ha attraversato Padova il 21 gennaio 2026 e si è accesa in Prato della Valle con un gesto dal forte valore simbolico. A portarla nell’ultimo tratto del percorso e ad accendere il braciere olimpico è stata Franca Benini, medica, professoressa e direttrice dell’Hospice Pediatrico di Padova, figura di riferimento nazionale per le cure palliative pediatriche. La professoressa ha sottolineato il senso profondo di quel momento: «Portare la fiamma olimpica fino a qui è stato un grande onore. È un simbolo di energia, di speranza e di futuro, valori che ogni giorno cerchiamo di tradurre in gesti concreti nel nostro lavoro accanto ai bambini e alle loro famiglie».
La scelta dell’ultima tedofora
Una scelta che va oltre la dimensione sportiva e celebrativa e che assume il significato di un riconoscimento pubblico a un impegno quotidiano fatto di competenza, responsabilità e attenzione verso i bambini e le famiglie più fragili. La designazione di Benini come ultima tedofora della tappa padovana racconta una città e una comunità che riconoscono nella cura un valore fondante, parte integrante dell’identità collettiva.
Subito dopo l’accensione del braciere olimpico, Franca Benini ha richiamato il legame tra la dimensione olimpica e quella della cura: «Lo sport, come la medicina, insegna a non arrendersi, a lavorare insieme, a credere che anche nei momenti più difficili esista sempre uno spazio di possibilità». Parole che hanno trovato un’eco profonda nel pubblico presente, in una piazza che ha accolto la fiamma non solo come evento, ma come racconto condiviso di valori.

Le cure palliative pediatriche come valore sociale
«Le cure palliative pediatriche non parlano di fine, ma di vita», ha ricordato Benini. «Di qualità del tempo, di attenzione ai bisogni del bambino e della sua famiglia, di accompagnamento e dignità».
Per la Fondazione La Miglior Vita Possibile, che da anni è impegnata a fianco dell’Hospice Pediatrico di Padova e nella promozione delle cure palliative pediatriche, la presenza di Franca Benini come ultima tedofora è la conferma che la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza delle cure palliative pediatriche stanno crescendo anche nell’opinione pubblica, un segno di responsabilità collettiva verso una comunità capace di prendersi cura, insieme, delle fragilità. La fiamma olimpica che si è accesa a Padova ha così illuminato anche il percorso di una società che riconosce nella cura dei più piccoli un valore condiviso, degno di essere rappresentato nei momenti pubblici più simbolici.






