La partecipazione degli Enti del Terzo Settore è stato un momento significativo che ha concluso il Convegno SICP Veneto 2026, dedicato al tema della “Cura Mancata”, dalla non attivazione alle complicanze cliniche, etiche e sociali nelle cure palliative dell’adulto e del bambino, che si è tenuto sabato 11 aprile 2026 all’Istituto Universitario Salesiano S. Marco di Mestre (VE). La giornata di confronto si è conclusa con la tavola rotonda promossa dal coordinamento regionale veneto della Federazione Cure Palliative – di cui La Miglior Vita Possibile fa parte -, dal titolo “Il ruolo degli ETS nell’intercettare il bisogno di cure palliative, facilitare la loro erogazione per rispondere ai bisogni di malati e caregiver” e moderata da Gino Gobber (Trento), Marco Visentin (Vicenza). Sei gli interventi finalizzati a offrire una panoramica sullo stato dell’associazionismo veneto e sul contributo concreto che il Terzo Settore garantisce ogni giorno nel supporto alle persone fragili, alle famiglie e ai caregiver. Tra gli enti presenti anche la Fondazione La Miglior Vita Possibile, impegnata nello sviluppo delle Cure Palliative Pediatriche in Veneto, insieme a: Fondazione ADVAR, Associazione AVAPO, Associazione Valentina Pennello, Associazione Mano Amica e Associazione Amo Baldo Garda.
Enti del Terzo Settore come espressione della “Comunità Compassionevole”
Vania Benetton (Fondazione ADVAR, Treviso) ha evidenziato come gli enti del Terzo Settore rappresentino veri e propri spazi di ascolto e accoglienza dei bisogni della comunità. In quanto espressione della Comunità Compassionevole, queste realtà diventano spesso un primo punto di accesso informale per le famiglie disorientate, riducendo il rischio che le opportunità offerte dal sistema sanitario vengano utilizzate troppo tardi o non vengano intercettate. Gli enti diventano così collettori di bisogni, capaci di individuare criticità e generare progetti innovativi in risposta anche a bisogni “silenti”.
Un ruolo che richiede riconoscimento istituzionale
Stefania Bullo (Associazione AVAPO, Venezia) ha sottolineato la necessità di un riconoscimento strutturato del ruolo degli enti del Terzo Settore nel fornire una risposta organica ai bisogni di cura. Le associazioni rappresentano un ponte tra la persona e il sistema dei servizi: facilitano la comunicazione, orientano i cittadini e utilizzano un linguaggio comprensibile, semplificando percorsi spesso complessi. Le loro funzioni principali possono essere riassunte in tre parole chiave: informazione, orientamento e semplificazione, senza mai sostituirsi alla responsabilità della Pubblica Amministrazione nell’erogazione delle cure.
Proposte operative per migliorare i servizi di Cure Palliative
Franco Capretta (Associazione Mano Amica, Feltre) ha presentato due proposte rivolte agli enti del Terzo Settore che finanziano o forniscono servizi in Cure Palliative. Richiedere ai coordinamenti locali di Cure Palliative linee guida comuni per la comunicazione e la rilevazione dei bisogni, così da migliorare la qualità delle risposte. Promuovere una cultura diffusa delle Cure Palliative anche all’interno di RSA e centri servizi anziani, attraverso formazione specifica e una revisione dei modelli organizzativi.
Una spinta dal basso per l’evoluzione delle Cure Palliative
Alberto Borin (Associazione Valentina Pennello, Padova) ha evidenziato come la collaborazione tra enti del Terzo Settore e comunità scientifica sia essenziale per alzare il livello complessivo della risposta assistenziale. Molte esperienze nascono dal basso, dall’incontro con bisogni reali e urgenti: è proprio da queste esperienze che può svilupparsi una spinta evolutiva capace di trasformare il sistema.
L’importanza dei caregiver familiari nelle Cure Palliative
Matteo Rizzato (Associazione Amo Baldo Garda, Verona) ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale dei caregiver familiari, figure indispensabili nell’erogazione di Cure Palliative a 360 gradi. I caregiver diventano mediatori tra i bisogni del paziente, l’équipe di cura e le necessità quotidiane: dal supporto psicologico al trasporto, dalla consulenza burocratica fino all’aiuto economico.

Ph: Umberto Ferro
La Miglior Vita Possibile: al fianco delle famiglie nelle Cure Palliative Pediatriche
A concludere la tavola rotonda è stato Giuseppe Zaccaria (Fondazione La Miglior Vita Possibile, Padova), che ha collegato il tema del convegno – “La cura mancata” – alla definizione di Cure Palliative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ricordando come la presa in carico globale includa necessariamente anche la cura della famiglia e dei caregiver. Nelle Cure Palliative Pediatriche, il peso assistenziale ricade spesso sulla madre: secondo i dati, nel 64% dei casi una madre perde il lavoro per assistere il figlio. A questo si aggiungono difficoltà logistiche ed economiche che possono compromettere ulteriormente l’equilibrio familiare. È in questo contesto che il Terzo Settore può offrire risposte concrete. La Miglior Vita Possibile, ad esempio, garantisce ospitalità gratuita alle famiglie lontane da casa durante i periodi di ricovero, in un’ottica family centered care. Inoltre, sostiene i nuclei familiari attraverso la donazione di farmaci e prodotti baby care, alleviando il carico economico che spesso si somma alla sofferenza emotiva. Negli anni la Fondazione ha anche contribuito, in casi specifici, all’acquisto di un mezzo di trasporto per famiglie con figli affetti da patologie complesse. Infine, in collaborazione con Fondazione Allianz UMANA MENTE, ha candidato le famiglie dell’Hospice Pediatrico per partecipare a soggiorni e vacanze di gruppo gratuite, promuovendo sollievo, relazioni e legami di mutuo aiuto.
Terzo Settore e Cure Palliative: una risorsa indispensabile per il futuro
La tavola rotonda del Convegno SICP Veneto 2026 ha confermato come gli enti del Terzo Settore siano una risorsa imprescindibile per lo sviluppo delle Cure Palliative, sia per la capacità di intercettare bisogni reali sia per la possibilità di attivare risposte rapide, flessibili e innovative.
Un contributo che, soprattutto nel campo delle Cure Palliative Pediatriche, può fare la differenza nel garantire davvero a ogni bambino e a ogni famiglia la miglior vita possibile.

Foto: Umberto Ferro




