In un mondo in cui la parola “cura” viene spesso associata alla malattia o alla perdita, Semplicemente, Vita restituisce al prendersi cura il suo significato più autentico: quello di un gesto quotidiano che nasce dalla relazione, dall’ascolto e dalla presenza.
Attraverso l’obiettivo di Guido Harari, uno dei fotografi italiani più noti per la sua capacità di cogliere l’anima dei volti, e le testimonianze di malati, familiari, operatori e volontari, il progetto costruisce un racconto corale in cui la fragilità diventa spazio di incontro, e la dignità della persona rimane sempre al centro.
Un progetto per la Giornata Nazionale delle Cure Palliative
“Semplicemente, Vita” nasce in occasione della Giornata Nazionale delle Cure Palliative, con l’obiettivo di diffondere una cultura che riconosca il valore della vita in ogni sua fase, anche quella segnata dalla malattia.
Promosso dalla Federazione Cure Palliative, con il sostegno della Fondazione La Miglior Vita Possibile ETS insieme a Fondazione FARO e Vidas, il progetto vuole superare gli stereotipi ancora troppo diffusi attorno alle Cure Palliative, spesso associate solo al “fine vita”, e mostrare invece la loro vera essenza: un approccio che mette al centro la persona, la famiglia e le relazioni che rendono possibile la cura ogni giorno.
La mostra e il sito www.semplicementevita.it nascono proprio con questa intenzione: rendere visibile ciò che accade dietro le porte degli hospice, nelle case, nei reparti e nei centri che ogni giorno accolgono bambini, adulti e famiglie con delicatezza e professionalità.
Dietro ogni storia ci sono operatori, infermieri, medici, psicologi, volontari e familiari che, insieme, costruiscono un tessuto di cura che è prima di tutto umano.

Curare il corpo, lo spirito e il cuore. La scelta di Pierina
Volti che raccontano la dignità della cura
L’incontro con Guido Harari ha dato al progetto un linguaggio universale: quello delle immagini.
I suoi ritratti non cercano la spettacolarità, ma la verità. Nei volti e negli sguardi emergono la forza, la paura, la speranza, la quotidianità. È un racconto fatto di gesti semplici e autentici, che restituiscono la complessità della cura nella sua forma più intima e rispettosa.
Accanto alle immagini, le parole dei protagonisti – pazienti, familiari, operatori, volontari – danno voce a un dialogo continuo tra chi cura e chi è curato. Non ci sono ruoli rigidi, ma un intreccio di esperienze che si incontrano nel terreno comune dell’umanità.
Le testimonianze raccontano la fatica e la bellezza del prendersi cura, la paura di chi affronta la malattia e la gratitudine di chi trova accanto a sé qualcuno disposto ad ascoltare.
- Filippo, foto di Guido Harari
- Filippo e Ivan, foto di Guido Harari
- Filippo, foto di Guido Harari
I volti dell’Hospice Pediatrico di Padova
Nel percorso di Semplicemente, Vita dedicato all’Hospice Pediatrico del Veneto, quattro storie si intrecciano in un racconto intenso e luminoso.
Filippo, con il suo sguardo diretto e consapevole, afferma il diritto a essere diversi e unici. Nelle sue parole e nei suoi gesti si riflette quella luce “bellissima” che chi lo conosce descrive come determinazione e desiderio ostinato di vivere tutto della sua giovinezza. Accanto a lui, l’amico di sempre Ivan condivide la voglia di raccontare la fragilità sui social per smontare i pregiudizi, trasformando l’amicizia in un atto di testimonianza e libertà.
Alessandro, figlio, fratello e ragazzo di spirito, è la forza silenziosa che ha imparato il coraggio e rifiuta ogni forma di autocommiserazione. Nella sua famiglia — “una nave che solca il mare della vita, tra sole, vento e acqua” — ogni giorno si rinnova la capacità di affrontare insieme le sfide, trovando nella condivisione la rotta per continuare a navigare.
C’è poi Irene, undici anni, che frequenta la quinta elementare e trascorre i pomeriggi con la sua amica Zoe, tra giochi e confidenze. La sua presenza nel progetto ricorda che la cura è anche leggerezza, amicizia e possibilità di essere bambini nonostante la malattia.
E infine Pierina, che ha fatto della propria esperienza una scelta di vita: “curare il corpo, lo spirito e il cuore”. Nella sua storia si intrecciano dedizione e consapevolezza, la convinzione che prendersi cura significhi custodire la vita in ogni sua forma, anche quando è fragile.
Insieme, Filippo, Irene, Pierina, Alessandro e la sua famiglia, rappresentano le molte voci dell’Hospice Pediatrico di Padova: storie diverse ma unite dallo stesso filo invisibile, quello della relazione che cura e restituisce senso alla parola “vita”.
Arte, sensibilizzazione e cultura della cura
“Semplicemente, Vita” è più di una mostra fotografica: è un progetto culturale e sociale che unisce arte e testimonianza, fotografia e parola, emozione e riflessione.
Ogni immagine e ogni racconto sono un invito a guardare la malattia non come una fine, ma come un tempo di relazione e di significato, in cui il valore della vita non si misura nei giorni, ma nella qualità degli incontri.
In questo senso, il progetto si inserisce pienamente nella missione della Fondazione La Miglior Vita Possibile, che da anni lavora per promuovere una visione delle Cure Palliative fondata sulla dignità, sull’accompagnamento e sulla costruzione di reti di sostegno.
La Fondazione, insieme ai partner istituzionali e al mondo del volontariato, continua a diffondere una cultura della cura come responsabilità condivisa, capace di unire competenza e umanità, scienza e ascolto, tecnica e relazione.
La vita che continua anche nella malattia
Il titolo del progetto – Semplicemente, Vita – racchiude il suo significato più profondo: raccontare che la vita non si ferma con la diagnosi o con la fragilità, ma continua nei gesti quotidiani, nei legami, nelle emozioni condivise. Le Cure Palliative, in questa prospettiva, diventano uno spazio di possibilità, dove la cura non è soltanto un atto medico ma una forma di prossimità e di amore.
Nei ritratti di Harari e nelle storie raccolte dal progetto emerge un messaggio potente: la vita non perde valore nella malattia, ma può anzi diventare più piena di senso. È una narrazione che ribalta lo sguardo comune e restituisce alle persone la loro identità, la loro storia, il loro diritto ad essere riconosciute e accompagnate con rispetto.
Un invito a guardare la fragilità con occhi diversi
“Semplicemente, Vita” è disponibile online all’indirizzo www.semplicementevita.it, dove è possibile esplorare i ritratti e ascoltare le testimonianze dei protagonisti.
Il progetto della Federazione Cure Palliative vivrà anche attraverso mostre ed eventi di sensibilizzazione in diverse città italiane, per portare la cultura delle Cure Palliative fuori dagli spazi sanitari e dentro la vita delle comunità.
Guardare la fragilità con occhi diversi significa riconoscere che la cura è prima di tutto un gesto di presenza.
È il filo invisibile che lega operatori, famiglie, volontari e pazienti, trasformando ogni incontro in un atto di fiducia reciproca.
E proprio questo è il messaggio che la Fondazione La Miglior Vita Possibile desidera condividere: la cura è vita. Sempre, semplicemente, vita.










